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pratiche artistiche nei luoghi di conflitto

The Yes Men/workshop

foto di Silvia Giannini

26 > 27 Settembre
Firenze, Cantieri Goldonetta

Sono noti al pubblico internazionale per aver beffato importanti istituzioni come l’Organizzazione Mondiale del Commercio o multinazionali come la Dow Chemical. Come? Niente di più semplice e facile da realizzare: un finto sito web clone di quello delle istituzioni beffate utilizzato per farsi invitare a importanti consessi internazionali come rappresentanti di suddette istituzioni. È così che, parlando a nome dell’Organizzazione Mondiale del Commercio il Dr. Andreas Bichlbauer, alias Andy Bichlbaum di The Yes Men, ha proposto di ottemperare, in democrazia, fino in fondo ai principi neoliberisti vendendo i voti al miglior offerente. Oppure Jude Finisterra, sempre Andy Bichlbaum, in diretta sulla televisione inglese BBC, intervistato come rappresentante di Dow Chemical, annuncia nell’anniversario della strage del Bhopal che ha prodotto 25.000 morti, che l’azienda ha deciso di indennizzare le vittime, producendo così un crollo immediato delle azioni Dow. Questi sono solo alcuni esempi degli innumerevoli incursioni che The Yes Men ha realizzato dal 2000 ad oggi attraverso la sua opera di “identity correction”. Perché, sempre nel linguaggio di The Yes Men, il loro lavoro è di aiuto, a chi di volta in volta è sotto la loro attenzione, nel dare una corretta immagine di sé, dei propri obiettivi e valori. È così che, sempre con il lavoro di “identity correction” riguardante Dow Chemical, Erastus Hamm, sempre Andy, si presenta ad una conferenza di banchieri a Londra come rappresentante di Dow. Andy in quell’occasione si presenterà in pubblico accompagnato da uno scheletro dorato per presentare il progetto Acceptable Risk Calculator: un software che ti permette di includere nel calcolo economico il rischio di strage o di disastro ambientale perché, in fondo, avere scheletri nell’armadio può essere per un’azienda molto redditizio!
È con questo bagaglio di esperienze che The Yes Men per preparare il workshop da realizzare con i giovani artisti di Networking 2007 ha chiesto loro, prima del suo arrivo nella città di Firenze, di pensare a cosa può essere un progetto attivista. Ogni partecipante è stato invitato a descrivere cos’è per lui un progetto attivista e quali fossero i temi e i modi per realizzare un progetto attivista per la città di Firenze. Il primo giorno di workshop è stato dedicato alla definizione dei progetti dei partecipanti. La domanda che spesso Andy Bichlbaum ha rivolto ai giovani artisti per approfondire il proprio progetto riguardava gli effetti che la loro azione produceva per la città. La scommessa di gran parte dei lavori realizzati era quella di riuscire ad arrivare ad un pubblico vasto, oltre quello del mondo dell’arte, per riuscire a produrre un cambiamento nei modi di vita e di pensare.

Con questo spirito sono nati progetti differenti, ognuno pensato a partire da una specifica situazione emergente della città. Shine on è un progetto di distribuzione agli homeless di Firenze di coperte termiche. Le coperte dorate costano pochissimo, riparano dal freddo, sono ultraleggere e rendono i senzatetto ‘dorati’. I progetti Sportello amico e Brunch riguardano la difficoltà per gli stranieri di avere un permesso di soggiorno per stare in Italia per il quale, dopo aver presentato la domanda regolarmente, è comune aspettare molti mesi prima di entrarne realmente in possesso. Questa situazione di attesa, incertezza e chiusura è ricreata in entrambi i progetti presentati come condizione in cui svolgere ‘normali’ attività quotidiane, come visitare una mostra in Sportello amico o partecipare ad una festa in Brunch. Relazioni tra centro e margine che sono anche riscontrabili all’interno dei mass-media, un ambito a cui si rivolgono alcuni dei progetti realizzati. Il progetto Democrazia, ragiona sulla capacità dei media di costruire uno spazio di senso condiviso. Il progetto prevede la copertura dei manifesti pubblicitari con fogli bianchi con sopra forata la scritta “democrazia” in lingua braille. Fa proprio il linguaggio pubblicitario invece il progetto Gayometro, nato sulla scia delle polemiche suscitate dalla campagna pubblicitaria promossa per contrastare l’omofobia dalla Regione Toscana, realizza dei manifesta pubblicitari in cui ognuno, rispondendo a semplici domande, può misurare il proprio tasso di omosessualità, magari immaginando come possibile un Eden abitato da due maschi. La capacità dei media di dettare l’agenda pubblica è ripensata dal progetto Hotty Spot in cui un sito internet riesce ad attirare visitatori promettendo gli ultimi gossip riguardanti le pop star del momento. Così il motore di ricerca indirizza l’ignaro visitatore alla ricerca di gossip su hottyspot.com ma, superata l’home page del sito perfettamente in linea con le aspettative, le pagine interne presentano articoli riguardanti le guerre dimenticate del terzo mondo oppure le condizioni di vita nei campi di prigionia contemporanei. The Death of the Renaissance prevede invece il riutilizzo degli stendardi pubblicitari posti sulla facciata di Palazzo Pitti per spostare l’attenzione del turista che visita Firenze verso altri eventi degni di attenzione. Così usando la medesima grafica neo-rinascimentale si promuovono eventi importanti per il presente della città come il Corso Professionale per Lavavetri, un altro dei progetti elaborati durante il workshop. Nato dai dibattiti pubblici riguardanti la possibilità o meno di svolgere il lavoro di lavavetri ai semafori della città, il corso prevede la formazione dei partecipanti sulle tecniche di pulizia del vetro, sul marketing, sulla ‘bella presenza’ e sulla buona educazione verso il cliente. Numerosissime sono già state le iscrizioni al corso.

Testo pubblicato su Tafter.it il 17 dicembre 2007

Jens Haaningworkshop Mario Rizziworkshop Guerrila Girlsexhibition Live Your Lifesocial lab Postfordist realitysocial lab The Yes Menworkshop Social Impactworkshop Gecekonduexhibition